Swap
Contratto derivato in cui due controparti si scambiano flussi finanziari secondo regole prefissate.
Uno swap è un contratto derivato in cui due controparti si impegnano a scambiarsi flussi di pagamento periodici secondo regole prefissate. È uno degli strumenti più diffusi nei mercati OTC, usato per coperture, gestione del rischio e arbitraggio.
Le tipologie principali:
- Interest Rate Swap (IRS): il più comune. Una parte paga un tasso fisso, l'altra un tasso variabile (tipicamente ancorato all'Euribor), entrambi calcolati su un capitale nozionale. Esempio: un'azienda con mutuo a tasso variabile può fissare il proprio costo del debito attraverso un IRS, scambiando il tasso variabile con uno fisso
- Currency Swap: scambio di flussi in valute diverse. Usato per coprire rischio cambio o ottimizzare la raccolta di un'azienda multinazionale
- Credit Default Swap (CDS): il compratore paga un premio periodico al venditore in cambio della protezione contro il default di un emittente. È stato uno strumento centrale (e controverso) nella crisi del 2008
- Commodity Swap: scambio di flussi legati al prezzo di una materia prima
- Total Return Swap: scambio del rendimento totale di un asset (capital gain + cedole/dividendi) contro un tasso di interesse
Gli swap si negoziano OTC, sono tipicamente operazioni tra istituzionali (banche, grandi aziende, hedge fund). Per il retail diretto sono inaccessibili, ma il loro effetto si trasmette spesso attraverso prodotti finanziari più semplici: l'IRS è il riferimento per la determinazione dei tassi fissi sui mutui (Eurirs), i CDS sui titoli sovrani guidano la percezione del rischio Paese, gli swap su tassi sono incorporati in molti certificates e prodotti strutturati offerti al retail.
Dopo la crisi del 2008, la normativa europea EMIR ha imposto obblighi di clearing centralizzato per gli swap standardizzati e di reporting per quelli OTC, riducendo significativamente il rischio sistemico associato.