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Quantitative Easing

Politica monetaria non convenzionale con cui una banca centrale acquista titoli per immettere liquidità nel sistema.

Il Quantitative Easing (QE), in italiano allentamento quantitativo, è uno strumento di politica monetaria non convenzionale con il quale una banca centrale crea nuova moneta per acquistare titoli — principalmente titoli di Stato e obbligazioni corporate — sui mercati finanziari. L'obiettivo è iniettare liquidità nel sistema, abbassare i tassi di interesse a lungo termine, stimolare la concessione di credito e contrastare la deflazione o la stagnazione.

Come funziona

La banca centrale crea moneta digitalmente (l'espressione "stampare moneta" è una semplificazione: in realtà si tratta di accreditare riserve sui conti delle banche commerciali) e con questa acquista titoli sui mercati. Le banche commerciali, ricevendo liquidità, dovrebbero aumentare i prestiti all'economia reale. I prezzi dei titoli salgono e i loro rendimenti scendono, abbassando i tassi a cui Stati e imprese si finanziano.

I QE storici

Il primo grande QE moderno è stato quello della Federal Reserve americana nel 2008, in risposta alla crisi finanziaria. La Banca del Giappone aveva sperimentato qualcosa di simile già nel 2001. La BCE ha avviato il suo programma di QE nel marzo 2015 con il Public Sector Purchase Programme (PSPP), portando il bilancio dell'Eurosistema da circa 2.000 miliardi a oltre 7.500 miliardi di euro. Durante la pandemia (2020-2022), il PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme) ha aggiunto ulteriori 1.850 miliardi di acquisti.

La fine del QE: il Quantitative Tightening

Dal 2022, con il ritorno dell'inflazione oltre l'obiettivo del 2%, la BCE ha invertito la rotta avviando il Quantitative Tightening (QT), cioè la riduzione progressiva del bilancio. L'Eurosistema ha smesso di reinvestire interamente i titoli in scadenza, lasciando che il portafoglio si riduca a un ritmo controllato. A inizio 2026 il bilancio resta ancora elevato: il ritorno a livelli pre-QE è considerato improbabile e poco realistico nel breve termine.

Effetti collaterali

Il QE non è una manovra senza costi. I principali effetti collaterali documentati:

  • Inflazione degli asset finanziari: le quotazioni di azioni e immobili salgono, beneficiando chi possiede già patrimonio (effetto regressivo sulla disuguaglianza)
  • Bolla potenziale: tassi artificialmente bassi possono distorcere le scelte di investimento
  • Riduzione della disciplina fiscale: gli Stati con debito elevato si finanziano a costi bassissimi, riducendo la pressione per riforme
  • Inflazione di consumo: in fasi di shock dell'offerta (come il 2022), tutta la liquidità accumulata si scarica sui prezzi

Cosa significa per il risparmiatore

Le fasi di QE attivo tendono a essere favorevoli per chi possiede asset di rischio (azioni, immobili, oro) e penalizzanti per chi tiene tutto in liquidità o titoli a rendimento basso. Le fasi di QT (come quella attuale) vedono tassi più alti, rendimenti obbligazionari più interessanti, ma anche maggiore volatilità e possibili correzioni sui mercati azionari. Per il risparmiatore di lungo periodo, il messaggio è uno solo: non cercare di prevedere i cambi di regime monetario, ma costruire un portafoglio diversificato che funzioni in entrambi i contesti.

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