IRPEF
Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, tributo progressivo applicato al reddito complessivo dei contribuenti italiani.
L'IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) è il principale tributo del sistema fiscale italiano e colpisce il reddito complessivo delle persone fisiche. È un'imposta progressiva: l'aliquota cresce all'aumentare del reddito, secondo scaglioni definiti per legge. Si applica alla quasi totalità dei redditi: lavoro dipendente, pensione, lavoro autonomo (regime ordinario), redditi fondiari, alcuni redditi di capitale, redditi diversi.
La struttura degli scaglioni IRPEF nel 2026 si articola su tre aliquote: 23% fino a 28.000€, 35% da 28.001€ a 50.000€, 43% oltre 50.000€. È una semplificazione rispetto alla struttura a quattro aliquote precedente alla riforma 2024, che ha accorpato i primi due scaglioni. A queste si aggiungono addizionale regionale (variabile per Regione, da 1,23% a 3,33%) e addizionale comunale (fino a 0,9%). La pressione fiscale marginale effettiva può quindi superare il 47% considerando le addizionali, prima di tener conto delle detrazioni.
Il calcolo concreto. Lavoratore dipendente con reddito lordo di 35.000€ annui: applicando gli scaglioni, IRPEF lorda = (28.000 × 23%) + (7.000 × 35%) = 6.440 + 2.450 = 8.890€. A questa si applicano le detrazioni: lavoro dipendente (decrescente con il reddito, intorno a 2.500€ in questo scaglione), familiari a carico, spese sanitarie, mutuo, ristrutturazioni. L'imposta netta finale dipende dalla situazione personale del contribuente. Il regime forfettario per partite IVA fino a 85.000€ è alternativo all'IRPEF, con aliquota fissa al 5-15%. Sui redditi finanziari l'IRPEF non si applica direttamente: vigono imposte sostitutive (12,5% titoli di Stato, 26% altri) di fatto rendendoli flat tax. La cedolare secca sugli affitti è alternativa all'IRPEF per i canoni di locazione abitativa.