Interesse semplice
Modalità di calcolo degli interessi che li determina sempre in proporzione al solo capitale iniziale, senza capitalizzazione.
L'interesse semplice è una modalità di calcolo degli interessi che li determina sempre in misura proporzionale al solo capitale iniziale. Gli interessi maturati in ogni periodo non si sommano al capitale per i calcoli successivi: la base imponibile resta costante per tutta la durata dell'operazione.
La formula è elementare: I = C × i × t, dove I è l'interesse, C il capitale, i il tasso annuo, t la durata in anni. Esempio: 10.000€ al 5% per 3 anni → I = 10.000 × 0,05 × 3 = 1.500€. Confrontiamo con l'interesse composto sullo stesso scenario: 1.000€ al 5% per 3 anni in composto → 1.157€ (anziché 1.500€ se fosse stato C×i×t = 1.000×0,05×3=150€... ricalcolo). Per essere precisi: 1.000€ a 5% per 3 anni → semplice 1.150€, composto 1.157€. Su 30 anni: semplice 2.500€, composto 4.322€. La differenza esplode con il tempo.
L'interesse semplice si applica in pratica in casi specifici: operazioni di breve termine (BOT entro l'anno, prestiti commerciali a giorni o settimane), conteggio degli interessi di mora in molti contesti, cedole obbligazionarie di un singolo periodo cedolare. Per la maggior parte degli strumenti di investimento di lungo periodo (mutui, conti deposito, fondi, ETF), il regime applicato è quello composto. La distinzione concettuale è importante per capire come matura il rendimento di uno strumento: leggere "tasso semplice" o "tasso composto" su un prodotto fa una grande differenza sui flussi attesi nel tempo.