TFR (Trattamento di Fine Rapporto)
Liquidazione che spetta al lavoratore dipendente al termine del rapporto di lavoro, costituita da accantonamenti annuali.
Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto), comunemente chiamato liquidazione, è la somma che spetta al lavoratore dipendente al termine del rapporto di lavoro, costituita dagli accantonamenti annuali effettuati dal datore di lavoro durante l'intero periodo lavorativo. È disciplinato dall'articolo 2120 del Codice Civile e dalla Legge 297/1982.
Come si calcola
L'accantonamento annuo del TFR è pari alla retribuzione lorda annua diviso 13,5 (circa il 6,91% della retribuzione lorda). Viene calcolato anno per anno, accantonato e rivalutato al 31 dicembre.
La formula della rivalutazione: 1,5% fisso annuo + 75% dell'aumento dell'indice ISTAT FOI. In pratica, in fasi di inflazione bassa la rivalutazione si attesta tra il 2% e il 3% annuo. Il dato pubblicato a marzo 2026 dall'ISTAT mostra una variazione dell'indice del +1,5% rispetto a marzo 2025, con un coefficiente di rivalutazione del TFR per il 2025 pari a 1,437346%.
Le tre destinazioni possibili
Il lavoratore deve scegliere entro 6 mesi dall'assunzione dove destinare il proprio TFR:
1. TFR in azienda: la somma resta accantonata presso il datore di lavoro (per aziende con meno di 50 dipendenti) o presso il Fondo Tesoreria INPS (per aziende sopra i 50). Cresce con la rivalutazione di legge, viene erogato a fine rapporto.
2. TFR al fondo pensione: i versamenti vanno a un fondo pensione di previdenza complementare. Il capitale viene investito sui mercati e cresce in base ai rendimenti del comparto scelto. La fiscalità finale è agevolata.
3. Mantenere la scelta nel tempo o cambiarla: l'opzione può essere modificata nei cambi di lavoro o secondo le norme vigenti.
La rivoluzione 2026
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto novità importanti sulla previdenza complementare per i neoassunti del settore privato, semplificando la portabilità di fondi pensione e TFR e potenziando i meccanismi di adesione automatica. La soglia per il versamento obbligatorio al Fondo Tesoreria INPS è stata rivista (il riferimento è il numero di dipendenti dell'anno precedente).
Tassazione
La tassazione del TFR varia a seconda della destinazione:
- TFR in azienda: tassazione separata (art. 17 TUIR), con aliquota calcolata sulla media dei redditi degli ultimi 5 anni. Sulla rivalutazione annua si applica un'imposta sostitutiva del 17% (versata dal datore di lavoro)
- TFR al fondo pensione: aliquota agevolata che parte dal 15% e scende fino al 9% in base agli anni di adesione (riduzione di 0,30 punti per ogni anno oltre il 15esimo, fino a 35 anni). È fiscalmente la modalità più vantaggiosa per chi ha orizzonte lungo
Anticipazioni
È possibile chiedere un anticipo del TFR per situazioni specifiche:
- Spese sanitarie straordinarie (in qualunque momento)
- Acquisto della prima casa per sé o per i figli (dopo 8 anni di servizio, fino al 70% del maturato)
- Spese per istruzione
L'anticipo può essere richiesto una sola volta nel corso del rapporto e viene detratto dal TFR finale.
Cosa scegliere
La scelta tra TFR in azienda e fondo pensione dipende da età, propensione al rischio, orizzonte temporale. Per un giovane con 30+ anni davanti, il fondo pensione offre potenziale di rendimento più alto e fiscalità migliore. Per chi è vicino alla pensione, la stabilità del TFR in azienda può essere preferibile. La simulazione personalizzata sui siti dei principali fondi pensione (Cometa, Espero, Fondoposte, Fonte) o presso il proprio consulente è il primo passo per decidere.