Imposta di registro
Tributo dovuto allo Stato per la registrazione di atti pubblici, scritture private e contratti, con aliquote variabili per tipologia.
L'imposta di registro è un tributo dovuto sulla registrazione presso l'Agenzia delle Entrate di atti, contratti e scritture. La normativa di riferimento è il DPR 131/1986. Per il privato cittadino le applicazioni più rilevanti riguardano compravendite immobiliari e contratti di locazione.
Sulle compravendite immobiliari tra privati (acquisto da soggetto non IVA), le aliquote sono: 2% del valore catastale per la prima casa (con minimo di 1.000€) o 9% per altre abitazioni. Il valore catastale, generalmente molto inferiore al prezzo di mercato, si calcola moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per coefficienti specifici (110 per prima casa, 120 per altre case, 60 per terreni agricoli). Sulle compravendite da impresa con applicazione IVA, l'imposta di registro è invece in misura fissa di 200€. A queste si sommano imposte ipotecaria e catastale (50€ ciascuna per prima casa, 200€ per altre case da privati).
Sui contratti di locazione l'imposta è del 2% del canone annuo per le abitazioni (calcolata sulla durata totale del contratto), con minimo di 67€. È dovuta dal locatore e dal conduttore in solido (di norma divisa al 50%, salvo accordi diversi). Si paga in unica soluzione all'inizio del contratto o annualmente, con vantaggi fiscali per il pagamento integrale anticipato. La cedolare secca (21% o 10%) è alternativa all'IRPEF e all'imposta di registro: scegliendo la cedolare, l'imposta di registro non è dovuta.