Finanziamento chirografario
Prestito concesso senza garanzie reali (ipoteche, pegno), basato esclusivamente sulla capacità di rimborso del debitore.
Il finanziamento chirografario è un prestito concesso da una banca senza garanzie reali: niente ipoteca, niente pegno su titoli, nessun bene specifico vincolato a tutela del creditore. La banca fa affidamento esclusivamente sulla capacità di rimborso del debitore, valutata attraverso reddito, storia creditizia, eventuale presenza di garanti personali. Il termine deriva dal latino chirographum (scrittura privata): la garanzia è il solo impegno scritto del debitore.
Le forme più comuni sono diverse. Prestito personale per privati: importi tipicamente da 1.000 a 75.000€, durate da 12 a 120 mesi. Cessione del quinto: forma particolare di chirografario per dipendenti e pensionati, con rata trattenuta direttamente dalla busta paga. Finanziamenti a piccole imprese: linee di credito di breve durata o prestiti pluriennali per investimenti ridotti. Anticipi su contratti, fidi di conto corrente, scoperti garantiti.
Rispetto a un mutuo ipotecario, il finanziamento chirografario presenta tassi significativamente più alti (spesso 3-7 punti percentuali in più) e durate massime più brevi. Il motivo è il maggiore rischio per la banca: in caso di insolvenza non c'è un bene specifico da escutere, solo un'azione esecutiva ordinaria sul patrimonio del debitore (pignoramento conto, stipendio, immobili). I tempi di approvazione sono però rapidi: in molti casi una settimana, contro le 4-8 settimane di un mutuo. È lo strumento adatto a finanziare spese di importo medio (auto, ristrutturazioni leggere, eventi familiari) ma non è efficiente per importi grandi o durate lunghe, dove il mutuo ipotecario costa molto meno.