Banca o Istituto di Credito
Tasse e Imposte
Criptovalute e Monete Digitali
Investimenti finanziari
Finanza personale e aziendale
Conti correnti & Carte di credito

Factoring

Contratto con cui un'impresa cede i propri crediti commerciali a una società specializzata in cambio di anticipo di liquidità.

Il factoring è uno strumento di gestione finanziaria con cui un'azienda cede i propri crediti commerciali verso clienti a una società di factoring (il factor), ottenendo in cambio anticipi di liquidità. Risolve il classico problema del capitale circolante: vendere a 60-90-120 giorni significa fatturare oggi ma incassare domani, e nel frattempo bisogna pagare fornitori, stipendi, tasse. Il factoring trasforma i crediti commerciali in liquidità immediata.

Le forme principali sono due. Factoring pro solvendo: l'azienda cedente resta responsabile in caso di mancato pagamento del cliente debitore. È più diffuso e meno costoso, ma lascia il rischio in capo al cedente. Factoring pro soluto: il factor si assume integralmente il rischio di insolvenza del debitore. È più caro ma toglie il rischio di credito dal bilancio dell'azienda. Esistono anche varianti come il maturity factoring (gestione delle scadenze ma senza anticipo) e il reverse factoring (programmi avviati dal grande committente per pagare anticipatamente i propri fornitori).

I costi del factoring si articolano in tre voci. Le commissioni per il servizio di gestione del credito (tipicamente 0,1-2% dell'importo ceduto). Gli interessi sull'anticipo, parametrati a Euribor + spread, applicati per il periodo che intercorre tra l'anticipo e l'incasso. I costi accessori per istruttoria e tenuta conto. Per le PMI italiane il factoring è uno strumento diffuso, soprattutto in settori con tempi di pagamento lunghi (subfornitura industriale, sanità, pubblica amministrazione). I principali operatori italiani sono divisioni specializzate di gruppi bancari (Intesa Mediofactoring, UBI Factor, BPER Factor) e factor indipendenti (Fidis, Generalfinance).

Domande frequenti

Quanto costa il factoring?
Il costo totale dipende dal tipo di operazione, dal merito creditizio del debitore ceduto e dal volume. Indicativamente: commissioni di servizio 0,1-2%, interessi sull'anticipo 4-7% annui (Euribor + spread), per un costo complessivo annualizzato spesso tra il 5% e il 10% dell'importo ceduto.
Conviene il factoring rispetto a un fido bancario?
Dipende dalla situazione. Il factoring trasforma crediti in liquidità senza usare ulteriori linee di credito; è utile quando i fidi sono già saturi o non disponibili. Il fido è più flessibile ma richiede merito creditizio dell'azienda. Per imprese con clienti molto solidi (grandi gruppi, PA), il factoring pro soluto può essere conveniente sfruttando la qualità creditizia del debitore.
Si può fare factoring con la pubblica amministrazione?
Sì, è una delle applicazioni più frequenti in Italia. La cessione del credito alla PA è regolamentata e richiede il consenso dell'ente debitore. Esistono operatori specializzati nel factoring di crediti verso enti pubblici e sanità, con tempi di anticipo e rendimenti calibrati sui ritardi cronici della PA italiana.
← Torna al Glossario Finanziario | Tutti i termini con "F"

Termini correlati (F)

Partita IVA Fattura elettronica Fideiussione Leasing Fintech