Drawdown
Perdita massima registrata da un investimento dal suo picco al successivo minimo prima di un nuovo massimo.
Il drawdown è un indicatore di rischio che misura la massima perdita percentuale subita da un investimento o un portafoglio dal picco precedente fino al minimo successivo, prima del raggiungimento di un nuovo massimo. Si distingue dalla volatilità (oscillazione media) perché cattura il peggiore scenario realmente verificatosi. È spesso più informativo del rendimento medio per capire quanto si è davvero rischiato.
Esempio. Un fondo che parte da 100 e raggiunge 150, poi scende a 90 prima di tornare ai massimi, ha registrato un drawdown massimo del 40% (da 150 a 90). Il tempo di recupero (drawdown duration) è altrettanto importante: indica quanto tempo serve per tornare sopra il picco precedente. L'S&P 500 ha avuto drawdown massimi storici significativi: -56,8% nella crisi 2008-2009 (recupero in circa 4 anni); -33,9% nel marzo 2020 per il Covid (recupero in soli 5 mesi); -25,4% nel bear market 2022 (recupero a fine 2023).
Per un investitore, conoscere il drawdown massimo storico di un asset è il modo migliore per calibrare la propria esposizione. Domanda chiave: "Posso davvero sopportare emotivamente di vedere il portafoglio scendere del 40-50% senza vendere in panico?" Se la risposta è no, l'allocazione azionaria deve essere ridotta. La differenza tra perdere il 50% e poi recuperare, e perdere il 50% e vendere in fondo, è la differenza tra un investitore che riesce e uno che fallisce. Per orizzonti lunghi e investitori capaci di mantenere la rotta, i drawdown sono fasi temporanee di un percorso storicamente in salita.