Sharpe ratio
Indicatore che misura il rendimento di un investimento per unità di rischio assunto.
Lo Sharpe ratio è uno degli indicatori più usati per misurare l'efficienza di un investimento dal punto di vista del rischio assunto. Sviluppato dall'economista William Sharpe, premio Nobel per l'economia nel 1990, restituisce un numero che dice quanto rendimento extra l'investimento ha generato per ogni unità di rischio.
La formula:
Sharpe ratio = (Rendimento del portafoglio - Tasso risk-free) / Deviazione standard del portafoglio
Dove il tasso risk-free è il rendimento di un investimento privo di rischio (tipicamente i titoli di Stato a breve termine) e la deviazione standard misura la volatilità.
Come si interpreta:
- Sharpe < 1: rendimento per unità di rischio basso, sotto la media
- Sharpe 1-2: rendimento accettabile rispetto al rischio
- Sharpe 2-3: ottima efficienza rischio/rendimento
- Sharpe > 3: eccezionale (raro e da verificare con sospetto, soprattutto se calcolato su periodi brevi)
Esempio: un portafoglio che rende il 9% annuo con volatilità del 15%, in un contesto di tasso risk-free al 3%, ha uno Sharpe ratio di (9-3)/15 = 0,4. Un portafoglio che rende il 6% annuo con volatilità del 6% ha uno Sharpe di 0,5: a parità di altre condizioni, è più efficiente.
Limiti dello Sharpe ratio:
- Considera la volatilità totale, non distinguendo tra volatilità positiva (rialzi) e negativa (perdite)
- Assume rendimenti normalmente distribuiti, ipotesi spesso violata in pratica (specialmente in fasi di crisi)
- È molto sensibile al periodo di osservazione
Per superare alcuni limiti esistono indicatori complementari come il Sortino ratio (considera solo la volatilità negativa) e il Calmar ratio (rapporto tra rendimento e drawdown massimo).