CFD (Contract for Difference)
Contratto derivato che replica l'andamento di un asset sottostante senza prevederne il possesso, regolato per contanti alla chiusura.
I CFD (Contract for Difference) sono strumenti derivati che permettono di esporsi al rialzo o al ribasso di un asset (azioni, indici, forex, materie prime, criptovalute) senza acquistarlo realmente. Si scambia solo la differenza di prezzo tra apertura e chiusura della posizione. Il vantaggio operativo รจ la possibilitร di andare "long" (al rialzo) o "short" (al ribasso) e di operare con leva finanziaria.
La leva amplifica sia i guadagni sia le perdite. Con leva 10:1 e 1.000โฌ di margine si controllano 10.000โฌ di esposizione: una variazione del 5% al rialzo produce un guadagno di 500โฌ (50% del margine), una variazione del 5% al ribasso produce una perdita equivalente. L'ESMA (autoritร europea dei mercati finanziari) ha imposto dal 2018 limiti severi alla leva offerta ai clienti retail: massimo 30:1 sui forex maggiori, 20:1 su forex minori e indici principali, 10:1 sulle materie prime, 5:1 sulle azioni, 2:1 sulle criptovalute. ร in vigore anche la negative balance protection, che impedisce al cliente di perdere piรน del capitale depositato.
Le statistiche regolamentari pubblicate dai broker sono inequivocabili: tra il 70% e l'85% dei clienti retail perde denaro operando in CFD. ร un dato che l'ESMA impone di mostrare in evidenza in tutta la pubblicitร del settore. Per il risparmiatore tipico i CFD non sono uno strumento d'investimento, ma di trading speculativo a breve termine, con un profilo di rischio che esce dal perimetro di una pianificazione finanziaria ordinaria.