CAP (mutuo)
Tetto massimo prefissato che il tasso variabile di un mutuo non può superare, indipendentemente dall'andamento dell'indice di riferimento.
Il CAP è una clausola contrattuale che fissa un limite massimo al tasso applicato a un mutuo a tasso variabile. Anche se l'Euribor di riferimento dovesse salire oltre quella soglia, la rata del mutuatario non aumenterà ulteriormente. È un meccanismo di protezione che combina i vantaggi del variabile (rata iniziale tipicamente più bassa, beneficio in fase di tassi calanti) con un limite ai possibili rialzi.
Esempio pratico. Mutuo a tasso variabile con Euribor 3 mesi + spread 1,5% e CAP al 5%. Se l'Euribor sale al 4%, il tasso pieno sarebbe 5,5%, ma il CAP lo blocca al 5%. Se l'Euribor scende all'1%, il tasso applicato è 2,5% e si beneficia normalmente del ribasso. Il CAP funziona quindi come un'assicurazione asimmetrica.
Il prezzo di questa protezione è uno spread più alto rispetto al variabile puro, in genere di 0,2-0,5 punti percentuali. La banca infatti acquista a sua volta una protezione (un'opzione cap sui tassi) e ne ribalta il costo sul cliente. Il mutuo CAP ha senso per chi vuole partecipare a un'eventuale fase di tassi calanti senza esporsi a rischi gravi in caso di rialzo, ed è particolarmente apprezzato in fasi di incertezza sulla politica monetaria della BCE come quelle vissute tra il 2022 e il 2024.