Saldo e stralcio
Accordo con cui un debitore estingue il debito pagando una somma inferiore al dovuto, ottenendo lo stralcio del residuo.
Il saldo e stralcio è un accordo transattivo tra debitore e creditore con cui il debito viene estinto pagando una somma inferiore al totale dovuto. Il creditore rinuncia alla parte residua (lo "stralcio") in cambio del pagamento immediato della somma concordata.
È uno strumento usato in diverse situazioni:
- Crediti bancari deteriorati: una banca o una società di recupero crediti accetta di ridurre il debito originario per chiudere la pratica e incassare subito qualcosa, evitando lunghe procedure di recupero forzoso
- Debiti commerciali: tra aziende e fornitori in difficoltà
- Cartelle esattoriali: nei casi di rottamazione o saldo e stralcio fiscale previsti periodicamente da norme ad hoc
Le percentuali di abbattimento dipendono da molti fattori: anzianità del debito, garanzie disponibili, situazione patrimoniale del debitore, eventuale presenza di azioni esecutive in corso. Per i crediti bancari ceduti a società specializzate (servicer), gli abbattimenti tipici sono del 30-70% sul valore nominale.
Procedura tipica:
- Il debitore (o un suo consulente) presenta una proposta scritta di saldo e stralcio
- Si negozia con il creditore o il servicer
- Si formalizza un accordo con valore liberatorio
- Il debitore paga la somma concordata, di solito in unica soluzione (più raramente in poche rate brevi)
- Il creditore rilascia quietanza liberatoria e cancella eventuali iscrizioni nei registri di rischio (CRIF)
Aspetti importanti da considerare: se l'accordo riguarda un mutuo con ipoteca, va prevista la cancellazione dell'ipoteca. Se sussistono coobbligati o garanti, va chiarito se l'accordo li libera. Per crediti rilevanti, l'assistenza di un avvocato specializzato in diritto bancario o di un consulente del credito è quasi sempre necessaria.