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Default

Inadempimento di un debitore (privato, azienda o Stato) rispetto al pagamento di interessi o capitale di un proprio debito.

Il default è la situazione in cui un debitore non riesce a rispettare gli obblighi finanziari assunti, in particolare il pagamento di interessi (cedole) o il rimborso del capitale a scadenza di un debito. Si distingue il default tecnico (mancato pagamento entro i termini, anche per pochi giorni, spesso risolto rapidamente) dal default conclamato, che porta a procedure di ristrutturazione del debito o a fallimento.

I default più dirompenti per i mercati sono quelli sovrani, ovvero di Stati che non onorano i propri titoli di debito. Casi storici: Argentina nel 2001 (oltre 100 miliardi di dollari di debito ristrutturato con perdite del 65-75% per gli obbligazionisti), Russia nel 1998, Grecia nel 2012 (haircut concordato del 53,5% sul valore nominale dei titoli detenuti dai privati). I default sovrani producono onde sui mercati globali e ridefiniscono i rating creditizi di interi blocchi geografici.

Per il privato investitore, il rischio default si gestisce con due strumenti pratici. La diversificazione, evitando concentrazioni eccessive su un singolo emittente. Il rating creditizio, indicatore di solidità pubblicato da S&P, Moody's, Fitch: BBB- o superiore = investment grade; BB+ o inferiore = speculative grade o high yield, con probabilità di default storicamente molto più alte. Per le obbligazioni corporate ad alto rendimento le probabilità di default cumulate a 5 anni possono superare il 10-15%, contro percentuali sotto il 2% per i titoli investment grade.

Domande frequenti

Cosa succede se uno Stato fa default?
Si avvia tipicamente una negoziazione con i creditori per ristrutturare il debito: allungamento delle scadenze, riduzione del valore nominale (haircut), abbassamento delle cedole. Gli investitori subiscono perdite significative, anche del 50-70% del valore originario. La capacità dello Stato di accedere ai mercati internazionali nei mesi e anni successivi viene fortemente compromessa.
L'Italia rischia il default?
Il rating italiano resta investment grade (BBB stabile per S&P, Baa3 per Moody's a inizio 2026), con probabilità di default storicamente sotto l'1% a 5 anni per emittenti di questa categoria. Lo spread BTP-Bund è il termometro del rischio percepito: livelli sotto i 150 punti indicano fiducia consolidata dei mercati.
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Termini correlati (D)

Rating creditizio Obbligazione Spread Rischio finanziario