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Opzione (finanziaria)

Contratto derivato che dà il diritto, ma non l'obbligo, di comprare o vendere un asset a un prezzo prefissato entro una scadenza.

Un'opzione è un contratto derivato che attribuisce all'acquirente il diritto, ma non l'obbligo, di comprare (call) o vendere (put) un determinato asset sottostante a un prezzo prefissato (strike price), entro una data di scadenza. In cambio paga al venditore un prezzo, chiamato premio.

Esempio di opzione call: oggi paghi 200€ per il diritto di comprare 100 azioni Eni a 15€ entro 3 mesi. Se tra due mesi il prezzo Eni sale a 18€, eserciti l'opzione, compri a 15€ e rivendi a 18€, guadagnando (300€ - 200€ premio) = 100€. Se il prezzo resta sotto 15€, l'opzione scade senza valore e perdi 200€.

Le opzioni si distinguono in:

  • Call: diritto di comprare
  • Put: diritto di vendere
  • Europee: esercitabili solo a scadenza
  • Americane: esercitabili in qualsiasi momento prima della scadenza

Le opzioni hanno applicazioni molto diverse:

  • Speculazione: con piccole somme si controllano grandi quantità di asset (effetto leva)
  • Copertura (hedging): chi possiede un portafoglio azionario può comprare put per assicurarsi contro ribassi
  • Income generation: vendere call coperte (covered call) genera reddito sui titoli in portafoglio
  • Compensi aziendali: stock option assegnate ai dipendenti

Sono strumenti complessi: la loro valutazione richiede modelli matematici sofisticati (Black-Scholes), e le greche (delta, gamma, theta, vega) misurano la sensibilità del prezzo a vari fattori. Per il retail medio sono molto rischiose se usate per speculazione: la perdita massima per chi compra è il premio pagato, ma per chi vende può essere illimitata.

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