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Obbligazione convertibile

Obbligazione che dà al possessore il diritto di convertirla in azioni dell'emittente a condizioni prefissate.

Un'obbligazione convertibile è un titolo ibrido che combina caratteristiche di un'obbligazione tradizionale e di un'opzione su azioni. Il possessore può scegliere se incassare il rimborso a scadenza come una normale obbligazione, oppure convertire il titolo in un numero predeterminato di azioni della società emittente, secondo un rapporto di conversione fissato all'emissione.

Esempio: una società emette un'obbligazione convertibile da 1.000€ con rapporto di conversione 1:50 (ogni titolo dà diritto a 50 azioni). Se al momento della conversione le azioni quotano 25€, la conversione vale 1.250€ (50 × 25), conviene. Se quotano 15€, conviene tenere l'obbligazione e incassare il rimborso a 1.000€.

Il vantaggio per l'investitore è duplice: protezione del capitale come obbligazione (con cedole, anche se in genere inferiori a quelle di un'obbligazione plain vanilla), più la possibilità di partecipare al rialzo delle azioni se la società va bene.

Per l'emittente, le convertibili sono uno strumento di finanziamento più economico delle obbligazioni ordinarie (cedole più basse) ma comportano un potenziale di diluizione del capitale azionario alla conversione.

Sono uno strumento più complesso, adatto a investitori che capiscono dinamiche obbligazionarie e azionarie. Per il retail medio sono più una curiosità che un investimento di base. Esistono anche ETF specializzati su panieri di obbligazioni convertibili globali, per chi vuole esposizione diversificata a questa asset class.

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