Minusvalenza
Perdita realizzata dalla vendita di un asset a un prezzo inferiore a quello di acquisto.
La minusvalenza è la perdita derivante dalla vendita di un asset finanziario a un prezzo inferiore a quello di acquisto. Se compri 100 azioni a 50€ e le vendi a 40€, hai realizzato una minusvalenza di 1.000€.
In Italia le minusvalenze hanno un trattamento fiscale specifico. Possono essere compensate con le plusvalenze realizzate sugli stessi tipi di strumenti, riducendo l'imposta dovuta. Ma con un vincolo importante: la compensazione vale solo entro il quarto anno successivo a quello in cui è stata realizzata la perdita. Dopo, la minusvalenza si perde.
Un altro punto cruciale è la distinzione fiscale tra redditi di capitale e redditi diversi:
- I redditi diversi includono le plusvalenze su azioni, ETF, obbligazioni, derivati, forex. Le minusvalenze in questa categoria possono compensare plusvalenze della stessa categoria
- I redditi di capitale includono dividendi, cedole, distribuzioni di fondi e ETF armonizzati. Le minusvalenze NON compensano i redditi di capitale
Questa asimmetria penalizza chi investe in fondi e ETF armonizzati: le distribuzioni vengono tassate al 26% sempre, anche se nel portafoglio ci sono minusvalenze pregresse. È uno dei motivi per cui può avere senso usare ETF ad accumulazione (dove non ci sono cedole tassate).
Tenere traccia delle proprie minusvalenze, monitorarne la scadenza e vendere strategicamente posizioni in plus per compensarle prima che decadano è una delle leve più sottovalutate di ottimizzazione fiscale del portafoglio.