Banca o Istituto di Credito
Tasse e Imposte
Criptovalute e Monete Digitali
Investimenti finanziari
Finanza personale e aziendale
Conti correnti & Carte di credito

ETF (Exchange Traded Fund)

Fondi d'investimento quotati in Borsa che replicano l'andamento di un indice o di un paniere di titoli con costi di gestione molto bassi.

Gli ETF (Exchange Traded Fund) sono fondi d'investimento la cui caratteristica distintiva è la quotazione in Borsa: si comprano e vendono come azioni, in tempo reale durante l'orario di mercato, attraverso qualsiasi broker. La maggior parte degli ETF segue una strategia passiva: replicano l'andamento di un indice di riferimento (S&P 500, MSCI World, FTSE MIB, MSCI Emerging Markets, indici obbligazionari), senza la pretesa di batterlo. È proprio questa rinuncia alla gestione attiva a permettere costi molto inferiori rispetto ai fondi tradizionali.

I costi sono il fattore che ha reso gli ETF lo strumento più diffuso al mondo per investire. Il TER (Total Expense Ratio) di un ETF su indice principale è tipicamente tra lo 0,05% e lo 0,5% annuo; i fondi attivi sulla stessa categoria costano l'1,5-2,5%. Su 30 anni di investimento, la differenza di costi cumulati è enorme: 100.000€ a un rendimento lordo del 7% diventano circa 720.000€ con un ETF allo 0,2% e circa 432.000€ con un fondo al 2%, a parità di rendimento del sottostante. La differenza di 290.000€ va tutta alla società di gestione, non all'investitore.

Le tipologie principali sono cinque. Azionari globali: MSCI World (23 paesi sviluppati), FTSE All-World (sviluppati ed emergenti), il più diffuso punto di partenza per un portafoglio diversificato. Azionari geografici: S&P 500 sugli USA, EuroStoxx 50 sull'eurozona, MSCI Emerging Markets sui mercati in crescita. Azionari settoriali: tecnologia, healthcare, energia. Obbligazionari: aggregato globale, governativi euro, corporate, high yield. Tematici: intelligenza artificiale, megatrend ESG, robotica.

Sulla fiscalità italiana gli ETF presentano una particolarità importante. I redditi di capitale (cedole, distribuzioni) e le plusvalenze sono tassati al 26%, ma con un'asimmetria: le minusvalenze su ETF non possono essere compensate con plusvalenze su altri ETF, ma solo con plusvalenze su singole azioni, certificati o ETC (rientrano nei "redditi diversi", mentre le plus su ETF sono "redditi di capitale"). Questa asimmetria è una delle critiche storiche al regime fiscale italiano sui fondi e non ha equivalenti in altri paesi UE. Per ottimizzare conviene scegliere il regime amministrato (l'intermediario gestisce le imposte) e privilegiare ETF ad accumulazione che evitano la doppia imposizione su dividendi reinvestiti.

Domande frequenti

Quanto costa investire in ETF?
I costi sono di tre tipi: TER del fondo (0,05-0,5% annuo per ETF principali), commissioni di acquisto/vendita applicate dal broker (da zero su molti broker online a qualche euro per operazione su altri), spread denaro-lettera al momento della transazione (minimo per ETF liquidi). Il totale cumulato è tipicamente sotto lo 0,5% annuo, contro il 2% medio dei fondi attivi.
Qual è la differenza tra ETF e fondo comune?
Tre differenze principali: l'ETF è quotato in Borsa e si scambia in tempo reale come un'azione (il fondo si valorizza una volta al giorno); l'ETF ha quasi sempre strategia passiva (il fondo è tipicamente attivo); l'ETF costa molto meno in commissioni ricorrenti. La sostanza giuridica è simile (organismo di investimento collettivo del risparmio), ma l'impatto sui rendimenti netti differisce moltissimo.
Sono adatti a un investitore principiante?
Sì, anzi sono lo strumento più indicato per iniziare. Un solo ETF su indice globale (es. MSCI World o FTSE All-World) offre esposizione a migliaia di società in oltre 20 paesi, con costi minimi e senza necessità di selezionare singoli titoli. Un PAC mensile su questo tipo di ETF è la base di gran parte delle strategie d'investimento di lungo periodo per il retail.
Le minusvalenze su ETF si possono compensare?
Solo parzialmente: le minus su ETF rientrano nei "redditi diversi" e si possono compensare con plusvalenze su singole azioni, certificati o ETC entro i 4 anni successivi, ma non con plusvalenze su altri ETF (queste rientrano nei "redditi di capitale"). È un'asimmetria del regime fiscale italiano da considerare nella pianificazione delle operazioni.
← Torna al Glossario Finanziario | Tutti i termini con "E"

Termini correlati (E)

Fondo comune di investimento MSCI World Diversificazione Asset Allocation