Gestione patrimoniale
Servizio di investimento con cui un gestore professionale investe il patrimonio del cliente in autonomia, secondo un mandato e una linea predefinita.
La gestione patrimoniale è un servizio di investimento in cui il cliente affida un patrimonio a un gestore professionale (banca, SIM, SGR), che lo investe in autonomia secondo un mandato discrezionale. Il cliente non interviene sulle singole decisioni di acquisto e vendita, ma definisce a monte la linea di gestione: profilo di rischio, asset class ammesse, eventuali limiti settoriali o geografici, benchmark di riferimento.
Esistono due varianti tecniche. La gestione patrimoniale mobiliare (GPM) investe direttamente in singoli titoli (azioni, obbligazioni). La gestione patrimoniale in fondi (GPF) o in ETF (GPETF) investe attraverso veicoli collettivi. Le GPETF sono diventate la forma più diffusa per il segmento mass affluent, perché combinano costi più bassi e diversificazione automatica. Per accedere a una gestione patrimoniale dedicata servono tipicamente capitali da 100.000-250.000€ in su, con soglie più basse per le linee in fondi/ETF (anche da 25-50.000€).
I costi sono articolati. La commissione di gestione annua si attesta in genere tra l'1% e il 2,5% sul patrimonio gestito, talvolta con aggiunta di commissioni di performance sopra una soglia di rendimento (high water mark). A questo si sommano i costi degli strumenti sottostanti (TER dei fondi/ETF, commissioni su singoli titoli). Una GPETF ben strutturata può avere costi totali sotto l'1,2% annuo; una GPM tradizionale può superare il 2,5-3% all'anno. Il vantaggio fiscale principale della gestione patrimoniale è il regime gestito: imposte calcolate annualmente sulla performance complessiva, con possibilità di compensare automaticamente plus e minus su tutti gli strumenti. È un servizio che ha senso per chi vuole delegare la gestione a un professionista e ottimizzare la fiscalità in modo automatico, valutando attentamente il rapporto costi-benefici rispetto a un fai-da-te su ETF.