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Aumento di capitale

Operazione societaria con cui una società emette nuove azioni per incrementare il proprio capitale sociale e raccogliere risorse.

L'aumento di capitale è il procedimento attraverso il quale una società raccoglie nuove risorse finanziarie emettendo azioni aggiuntive. Le azioni emesse vengono offerte agli azionisti esistenti (con diritto di opzione) o, in alcuni casi, direttamente al mercato. È uno degli strumenti principali con cui le società quotate finanziano crescita, acquisizioni o ripianamento di perdite.

Esistono due categorie. L'aumento gratuito avviene utilizzando riserve disponibili: non porta nuove risorse in cassa, aumenta solo il numero delle azioni distribuendole agli azionisti pro quota. L'aumento a pagamento, molto più frequente, richiede agli investitori di sottoscrivere le nuove azioni versando denaro fresco. Quest'ultimo è ciò che si intende comunemente con "aumento di capitale".

Per l'azionista esistente l'aumento a pagamento ha due implicazioni: o si esercita il diritto di opzione comprando le nuove azioni, o si vende il diritto sul mercato per non subire diluizione. Non fare nulla significa vedere ridotta la propria quota percentuale nella società. Sui mercati italiani, esempi recenti rilevanti hanno riguardato banche e società industriali in fasi di ricapitalizzazione, con effetti significativi sui prezzi nei giorni successivi all'annuncio.

Domande frequenti

Conviene partecipare a un aumento di capitale?
Dipende da motivazioni e prospettive. Aumenti per finanziare crescita o acquisizioni strategiche tendono a essere visti positivamente; aumenti per coprire perdite o esposizioni problematiche segnalano spesso una situazione di difficoltà. La valutazione richiede analisi del piano industriale e del prezzo di emissione rispetto alle quotazioni attuali.
Cosa succede se non aderisco all'aumento di capitale?
La propria quota percentuale nella società viene diluita, perché l'investitore detiene lo stesso numero di azioni mentre il totale è aumentato. Per evitare la diluizione si possono vendere i diritti di opzione sul mercato, recuperando in parte il valore della diluizione subita.
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