Joint venture
Accordo di collaborazione tra due o più imprese per realizzare un progetto comune, mantenendo separate le rispettive identità giuridiche.
La joint venture è un accordo di collaborazione tra due o più imprese (i partner) che si uniscono per realizzare un progetto comune di durata definita o indefinita, condividendo rischi, costi, risorse e risultati. Le imprese partner mantengono le rispettive identità giuridiche autonome: la joint venture non è una fusione, ma una cooperazione strutturata.
Esistono due forme principali. La joint venture contrattuale (o non incorporata) si basa solo su un accordo scritto tra le parti, senza creare un nuovo soggetto giuridico. È più rapida e flessibile, adatta a progetti di breve-medio termine. La joint venture societaria (incorporata) prevede la costituzione di una nuova società (tipicamente una SRL o SPA) di cui i partner sono soci, secondo quote concordate. È più strutturata, adatta a progetti di lungo periodo che richiedono investimenti significativi.
I motivi per costituire una joint venture sono molti. Accesso a nuovi mercati geografici: un'azienda italiana che entra in Cina spesso lo fa con un partner locale, sfruttando network e conoscenza del territorio. Sviluppo di nuove tecnologie: progetti di ricerca con costi e rischi troppo elevati per una sola impresa. Realizzazione di grandi infrastrutture: consorzi di costruzione per opere pubbliche, classico esempio del settore edile. Combinazione di competenze complementari: produzione + distribuzione, hardware + software. Casi italiani noti includono FCA-Renault (poi Stellantis), STMicroelectronics (joint venture franco-italiana), molti progetti energetici Eni con partner internazionali. I rischi principali sono: disallineamento strategico tra i partner, difficoltà nella governance condivisa, conflitti su come reinvestire utili, gestione del termine o della disgregazione del rapporto.