Securities lending
Operazione in cui un investitore presta i propri titoli a un'altra controparte in cambio di un compenso.
Il securities lending (in italiano prestito titoli) è un'operazione finanziaria in cui un investitore detentore di titoli (fondo, ETF, banca, investitore istituzionale) li presta temporaneamente a un'altra controparte, in cambio di un compenso e di una garanzia (collaterale) di valore equivalente o superiore.
Chi prende a prestito i titoli lo fa tipicamente per due scopi:
- Vendite allo scoperto (short selling): vende i titoli prestati, sperando di ricomprarli più avanti a prezzo inferiore
- Settlement di operazioni: per coprire posizioni temporanee nel ciclo di regolamento
Il prestatore guadagna una commissione, in genere modesta (0,05-0,5% annuo), ma su patrimoni grandi diventa significativa. Per questo molti ETF praticano securities lending sui titoli in portafoglio: il guadagno aggiuntivo riduce il TER netto e migliora marginalmente la performance.
I rischi del securities lending:
- Rischio di controparte: se chi ha preso a prestito fallisce, il prestatore deve recuperare i titoli liquidando il collaterale, esercizio non sempre privo di costi
- Rischio di liquidità: in fasi di stress di mercato, il valore del collaterale può scendere prima del recupero
- Conflitti di interesse: alcuni emittenti di ETF prestavano una quota elevata del portafoglio per massimizzare i ricavi, sollevando dubbi di trasparenza
La normativa europea ha innalzato gli standard: gli ETF UCITS sono obbligati a richiedere collaterale di alta qualità, a limitare le quote prestate, a dichiarare la pratica nei prospetti e a redistribuire ai detentori una parte dei ricavi.
Per il risparmiatore retail, leggere il KID e il prospetto di un ETF per capire se e quanto fa securities lending è utile, soprattutto se si privilegia la massima trasparenza.