Mining (criptovalute)
Processo di creazione di nuovi blocchi su una blockchain proof-of-work, ricompensato con criptovalute.
Il mining è il processo attraverso il quale, su una blockchain basata su proof-of-work (come quella di Bitcoin), nuovi blocchi di transazioni vengono validati e aggiunti alla catena. I miner sono i computer che svolgono questo lavoro, e in cambio ricevono criptovalute come ricompensa.
Il meccanismo è competitivo: i miner di tutto il mondo gareggiano per risolvere un problema crittografico complesso. Il primo che trova la soluzione "vince" il blocco e ottiene la ricompensa (per Bitcoin, 3,125 BTC dopo l'halving del 2024). La difficoltà del problema si aggiusta automaticamente per mantenere costante il tempo di emissione di un nuovo blocco (circa 10 minuti per Bitcoin).
Il mining ha tre conseguenze importanti:
- È un processo estremamente energivoro. La rete Bitcoin consuma circa quanto un Paese di medie dimensioni
- Richiede hardware specializzato (ASIC) ed economie di scala. Il mining domestico oggi è quasi sempre antieconomico
- È centralizzato in aree dove l'energia costa poco (Cina prima del bando del 2021, oggi Texas, Kazakistan, Russia, alcuni Paesi nordici)
Esistono alternative meno energivore, come il proof-of-stake usato da Ethereum dal 2022 (transizione nota come The Merge): non c'è competizione computazionale ma chi blocca le proprie crypto come garanzia (staking) viene scelto per validare i blocchi.
Per un retail interessato a Bitcoin, oggi non ha senso fare mining direttamente: meglio comprare BTC su un exchange regolamentato e tenerli in un wallet sicuro.