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Lock-up

Periodo durante il quale azionisti rilevanti non possono vendere le proprie azioni dopo una IPO.

Il lock-up è il periodo di tempo, tipicamente fissato dopo una quotazione in Borsa (IPO), durante il quale gli azionisti rilevanti — fondatori, manager, investitori istituzionali entrati prima del collocamento — si impegnano contrattualmente a non vendere le proprie azioni.

La durata standard è di 90, 180 o 360 giorni, a seconda dell'accordo con i collocatori. L'obiettivo è duplice: evitare che una vendita massiccia subito dopo la IPO faccia crollare il prezzo, e dare al mercato un segnale di fiducia da parte degli insider.

Esempio: un'azienda tech si quota a 20€ per azione. I fondatori detengono il 40% e firmano un lock-up di 180 giorni. Per sei mesi non possono toccare quelle quote. Allo scadere del lock-up, il mercato spesso vede pressione ribassista: chi ha aspettato per monetizzare comincia a vendere.

Esiste anche un lock-up più informale nel mondo dei fondi alternativi (hedge fund, venture capital, private equity): l'investitore che entra nel fondo non può ritirare i soldi per un periodo concordato, spesso da 1 a 5 anni. Questo permette al gestore di investire in asset illiquidi senza dover gestire riscatti continui.

Per chi compra azioni dopo una IPO, conoscere la data di scadenza del lock-up è informazione utile: nei giorni successivi si registrano spesso oscillazioni significative.

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